sabato 9 gennaio 2010
mercoledì 30 dicembre 2009
Presentazioni e Curriculum dei candidati alla carica di Segretario
giovedì 29 ottobre 2009
giovedì 1 ottobre 2009
"Perché Aimi non chiede un referendum sul gas?"
La replica di Ganzerli, coordinatore Area nord del Pd, alla proposta lanciata di recente dal consigliere regionale del Pdl sulla Cispadana
Roberto Ganzerli, coordinatore del Pd per l'Area nord, replica alla proposta di referendum sulla Cispadana avanzata dal consigliere regionale Aimi. Ecco la sua dichiarazione
«Per il consigliere regionale Aimi il consenso viene prima di tutto: perché quindi non fare un referendum sulla Cispadana e sgravare la politica di ogni responsabilità di scelta per un territorio complesso come quello dell'Area nord di Modena? Dopo di che la domanda che sorge spontanea è perché con lo stesso piglio Aimi non chieda il referendum anche per lo stoccaggio del gas di Rivara. O forse in quel caso gli ordini di scuderia di Berlusconi sono diversi? Cispadana e gas sono argomenti molto seri e vanno governati per trovare tutti i vantaggi possibili per questo territorio e non usati per fini elettorali e propagandistici. Ci auguriamo che su questi temi continui il confronto con tutto il territorio e che il governo nazionale faccia seguire i fatti alle tante belle parole spese sul federalismo. Perché di questo negli interventi di Giovanardi sul gas e della Lega sulla Cispadana c'è ne ben poco».
lunedì 28 settembre 2009
Risultati elettorali del PD di Finale Emilia
- CONVENZIONE NAZIONALE
- CONVENZIONE REGIONALE
martedì 22 settembre 2009
Una nuova iscritta si presenta
venerdì 4 settembre 2009
Le mozioni dei candidati nazionali al Congresso
mercoledì 26 agosto 2009
Gli operai dell’INNSE hanno fatto bene!
Finalmente un segnale di speranza dal mondo del lavoro che alza la testa e non molla,
difende il proprio posto e l’azienda e vince la battaglia per il proprio futuro.
di Angelo d’Aiello
Il fatto buono dell’estate è senz’altro la battaglia dei quattro lavoratori dell’Innse di Milano che, insieme ad un sindacalista della Fiom, si sono asserragliati per 8 giorni in cima ad un carroponte ad oltre 20 metri di altezza all’interno della fabbrica e, soffrendo il caldo e gli stenti, si sono opposti allo smantellamento dei macchinari dell’azienda che stavano per essere venduti in vista della chiusura dell’attività. Tale protesta, estrema ma non violenta, ha mobilitato l’opinione pubblica e le Istituzioni che, con la loro opera di mediazione, hanno portato un nuovo acquirente industriale ad impegnarsi per il futuro dell’Innse dando una prospettiva allo stabilimento ed ai 49 dipendenti.
La vicenda ha molti aspetti particolari, legati alla storia di quei lavoratori, di quella proprietà, di quell’area, tuttavia possiamo fare alcune considerazioni generali:
la crisi c’è! Nonostante i mass media, in particolare TG1 e TG2 abbiano fatto di tutto per oscurarla, per presentarla solo attraverso dei numeri di PIL, le immagini vere della crisi sono le fabbriche che chiudono, le famiglie disperate, i picchetti dei lavoratori, gli artigiani o i piccoli imprenditori che piangono. Viviamo due realtà, quella di noi “persone normali” che vivono un progressivo impoverimento – iniziato già col passaggio dalla Lira all’Euro – e quella della TV dove i problemi sono altri rispetto alla condizione di vita della gente, dove si distrae o si trovano comodi capri espiatori. Guardo alla realtà di Finale Emilia cercando di non drammatizzare ma, da amministratore e politico locale, sono testimone di un moltiplicarsi delle persone che cercano aiuto per “saltarci fuori” con le spese e con la ricerca di un’occupazione; guardo alla realtà delle nostre aziende e vedo un tessuto economico fragile fatto di eccellenze ma anche di aziende che traballano;
in questa situazione a pagare il prezzo più alto sono sempre i soliti: i più deboli, i lavoratori precari, quelli delle piccole aziende, le donne scarsamente qualificate, le famiglie immigrate - non importa da dove, anche quelle dal Mezzogiorno -, coloro che sono fuori dalle reti di protezione e garanzie non solo istituzionali ed economiche ma anche sociali e familiari. Siamo in un Paese dove la mobilità sociale non esiste, se sei “fuori” da certi contesti che ti “mettono al sicuro” è quasi impossibile entrarci e oggi più di qualche anno fa anche il merito, la scuola, non sono sufficienti a far emergere coloro che sono capaci;
il fatto che ci siano esempi come quello dell’Innse di sano conflitto e di presa di coscienza fa sperare che il mondo del lavoro ma, più in generale, il mondo di coloro che sono più deboli, non sia destinato alla rassegnazione ed al fatalismo, bensì abbia l’iniziativa, l’autonomia e la forza per muoversi e farsi sentire, anche in modo nuovo e intelligente come in questo caso. Non è scontato: sono anni che le voci che vengono dal basso contano troppo poco al tavolo della rappresentanza sociale e politica ed i risultati sono stati una perdita di diritti, un peggioramento delle condizioni economiche e materiali di vita, un peggioramento del ruolo sociale (per anni sembrava che gli operai fossero in via di estinzione e che tutti fossero manager o impegnati nella finanza);
il Pd deve stare dalla parte di chi sta peggio e fare politica e proposte avendo al centro quel pezzo di Paese che sta peggio. Ovviamente dobbiamo avere una visione complessiva ma da lì dobbiamo partire.


